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Attualità | 18 gennaio 2022, 07:25

Dal Comitato 'Pro Monesi' ecco le sette domande per il futuro e il rilancio della località turistica dell'entroterra

"A causa della fragilità del suo territorio e dei vincoli (sacrosanti) esistenti, non riesce ad avere l’attenzione e l’interesse concreto che le spetta”.

Dal Comitato 'Pro Monesi' ecco le sette domande per il futuro e il rilancio della località turistica dell'entroterra

“Purtroppo Monesi è solo una parola che periodicamente riempie la bocca, ma quasi sempre, dopo i proclami, non seguono fatti concreti e tempestivi. A causa della fragilità del suo territorio e dei vincoli (sacrosanti) esistenti, non riesce ad avere l’attenzione e l’interesse concreto che le spetta”.

Intervengono in questo modo Gianni Sbriscia e Marco Piana del Comitato ‘Pro Monesi’, tornando sui tanti problemi della splendida località dell’entroterra. “Da due anni – proseguono - ci battiamo per restituire al territorio e agli eroi che lo tengono in vita, l’importanza e la dignità che meritano. In questi mesi abbiamo cercato di costruire, proporre, creare sinergie tra coloro che potrebbero fare ma che continuano a tergiversare. Abbiamo più volte cercato un confronto e risposte a domande tutto sommato semplici, ma che implicano un impegno formale e fattivo da parte di tutti gli attori. Solo Regione Liguria ci ha convocati dando seguito alla nostra richiesta di accentrare in un unico interlocutore i poteri necessari per far ripartire il territorio ed ora siamo in attesa della costituzione della annunciata task force tecnica”.

“Monesi – vanno avanti dal Comitato - è una partita da giocare in squadra: pubblico, privato e associazioni. Non c’è successo per nessuno se non si gioca tutti insieme cercando di far gol nella stessa porta. La politica perde credibilità e voti, il privato perde l’interesse ad investire e le associazioni perdono la forza di coesione. E in questo desolante scenario di rimpalli e rinvii a data da destinarsi, la proprietà non può che avere buon gioco mantenendo una posizione devastante per il territorio. Abbiamo letto su Imperia News, con piacere, che a breve si terrà un incontro pubblico tra Parco Alpi Liguri e Comune di Triora, un dialogo aperto che potrebbe porre ­ne alla querelle tra le parti”.

In qualità di promotore e forza attiva sul campo il Comitato si attende di essere convocato per avere risposte ai quesiti che poniamo da tempo. Ecco le domande che vengono poste:
- che fine hanno fatto i 50.000 euro da destinarsi alla seggiovia promessi dalla Regione Liguria?
- a che punto è la variante urbanistica sulle aree sciabili?
- a che punto è l’andamento dello studio d’Area fi­nanziato con fondi europei?
- quando verrà completato strutturalmente il by-pass di Monesi per tornare alla Provincia?
- la Liguria rientrerà, e quando, nella gestione della Monesi-Limone, ad oggi totale appannaggio di Francia e Piemonte?
- quanto è stato speso per le manutenzioni (a parte i lavori sul ripristino della seggiovia) del fondo triennale istituito con il protocollo di intesa approvato nel luglio scorso?
- sono stati convocati gli operatori economici e le associazioni per veri­care proposte e disponibilità?

“Pensiamo che non servano esperti di turismo improvvisati – terminano dal comitato ‘Pro Monesi’ - ma un disegno chiaro affidato all'università o a società specializzate che si basi su percorsi di rilancio già collaudati e perseguiti con successo in altre realtà come Crissolo o Cerreto, solo per citarne alcune. Monesi deve cessare di essere considerata esclusivamente una stazione sciistica (mettendo fi­ne alle illusioni di nostalgici e ‘palazzinari’), ma il centro di un territorio vocato all’outdoor 365 giorni l’anno, con una molteplice offerta fatta di luoghi, sport, storia, gastronomia, artigianato e cultura. L'intero comprensorio (da Triora a Nava con tutti i comuni interessati) va considerato un grande parco dove fare trekking estivo e invernale, bike, sci, vivere una natura incontaminata recuperando i valori straordinari dell'agroalimentare, della storia, del benessere e del turismo slow. Occorrono azioni concrete, risorse, condivisione e dialogo, ma soprattutto meno protagonismo che ad oggi ha portato solo proclami senza esito”.

Redazione

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