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Attualità | 19 gennaio 2022, 07:14

'Zitromax' introvabile anche nell'imperiese, il primario Cenderello: "Non serve contro il Covid-19 e i pazienti sono esposti a rischi cardiaci"

Visto i numerosi contagi, a causa della variante 'Omicron', si registra una carenza in tutta Italia in quanto i medici continuano a prescriverlo e i cittadini ad acquistarlo, ma è inutile: per il coronavirus non è efficace

'Zitromax' introvabile anche nell'imperiese, il primario Cenderello: "Non serve contro il Covid-19 e i pazienti sono esposti a rischi cardiaci"

"Non serve a nulla, l'abbiamo già detto più volte. Durante la prima ondata si pensava che lo 'Zitromax'  e l’idrossiclorochina servissero, sono stati infatti usati per 15-20 giorni ma poi abbiamo visto che non funzionavano contro il covid-19". Lapidario il parere del primario di Malattie infettive dell'Asl 1 imperiese, Giovanni Cenderello, a cui abbiamo chiesto un commento in merito a quanto si sta verificando anche nella nostra provincia.

Il farmaco è introvabile e stanno anche finendo i medicinali equivalenti. Nonostante il pensiero unitario della comunità scientifica in molti ancora lo prescrivono e tanti cittadini si affrettano ad usarlo nella terapia per contrastare l'infezione da Covid-19. Scelta questa criticata da tantissimi medici e virologi, ma con l'aumento dei contagi a causa della variante 'Omicron' l'antibiotico è sparito dalle farmacie di tutta Italia. 

"Sia lo 'Zitromax' che l’idrossiclorochina, ci spiega il primario - in prima linea nell'emergenza coronavirus dal marzo del 2020- inoltre, espongono i pazienti a rischio di tossicità. Nello specifico lo 'Zitromax' ha un rischio di tossicità cardiaca molto molto elevata. Allunga un valore dell’elettrocardiogramma, il QT, e c’è di conseguenza un rischio di aritmie. Non serve, l’abbiamo detto in tutti i modi. Si tratta di un antibatterico ad ampio spettro, poco efficace e con pochissimi campi d’applicazione in terapie antibiotiche. Non è quindi un antivirale. Per il covid-19 non serve a nulla e sulla base di vecchie evidenze, che sono state superate dalla ricerca, continua a essere usato".

Nonostante le istituzioni sanitarie, anche internazionali, abbiano invitato in più occasioni a non usare gli antibiotici contro il covid-19, perché inutili in caso di infezioni lievi e al loro stadio iniziale, si assiste ancora oggi ad un consumo ingiustificato di questi medicinali. Un abuso che fa inoltre aumentare il già grave problema dei batteri che sviluppano una resistenza agli antibiotici, rendendo molto più difficile la cura di numerose malattie ed inoltre, lo stesso viene a mancare a chi invece serve. 

Angela Panzera

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