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Cronaca | 19 gennaio 2022, 11:44

Sanremo, truffa del Canaletto: in primo grado assolti i fratelli Giannone e condannato Cutullè

Lo ha deciso il giudice Romano all'esito del processo. I fatti risalgono al 2014 quando ad un imprenditori furono "sottratte" diverse opere d'arte

Foto tratta da mondointasca.it

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Il giudice Antonio Romano ha emesso la sentenza all'esito del processo sulla cosiddetta "truffa del Canaletto". Due gli assolti e invece, una la condanna. Nello specifico all'esito del primo grado sono stati comminati 2 anni di carcere e il pagamento di una provvisionale di 50 mila euro al sanremese Vincenzo Cutullè, ritenuto il responsabile della truffa, mentre sono stati assolti i fratelli Paolo e Angelo Giannone, commercianti della città dei fiori, difesi dagli avvocati Roberto Ottolini e Giacomo Kadjar.

I fatti risalgono al 2014. Secondo la Procura e i Carabinieri che hanno condotto l'inchiesta, Cutullè si sarebbe spacciato per essere un promotore finanziario e intermediario d’arte, e avrebbe convinto un imprenditore milanese ad affidargli l’incarico per vendere un quadro del Canaletto, la "Veduta della Chiesa di San Pietro di Castello a Venezia" ed altre opere di grande valore. Il Canaletto venne acquistato nel 1987, durante un'asta, per 475 milioni di lire. Con la scusa di farlo valutare Cutullè se lo sarebbe fatto consegnare insieme ad altre opere, vari oggetti di antiquariato con un valore di centinaia di miglia di euro. Del quadro e di tutte le altre opere, però si persero le tracce ed è per questo che l'imprenditore denunciò i fatti alle forze dell'ordine. 

All'esito dell'inchiesta furono coinvolti anche i fratelli Giannone e l'ex assessore Mario Tommasini, 81 anni, e l'impiegato Claudio Barbero, 51enne. Tommasini e Barbero furono accusati di aver ricevuto il quadro da Cutullè, ma ciò non venne mai accertato che si trattasse dell'originale. Entrambi uscirono dal procedimento in quanto ottennero la messa alla prova e il reato, a seguito di 3 mesi di lavori socialmente utili, venne estinto. 

All'esito della sentenza del giudice Romano escono quindi assolti da ogni accusa i due fratelli Giannone che erano accusati di essersi occupati di vendere all'asta, a Montecarlo, gli altri quadri e i pezzi di antiquariato. Accusa questa che, però non ha trovato riscontro processuale. I due quindi sono stati assolti dal reato di ricettazione e anche dal reato di importazione illegale delle opere. 

 

 

 

Angela Panzera

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