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Cronaca | 26 gennaio 2022, 14:04

Studenti e pandemia: un gruppo di genitori imperiesi "Normative sempre più invasive per i nostri figli"

"I ragazzi si stanno consumando e noi dobbiamo essere i responsabili del loro futuro, perché il futuro non sono i nostri ragazzi ma noi, genitori, insegnanti e istituzioni che viviamo il presente"

Studenti e pandemia: un gruppo di genitori imperiesi "Normative sempre più invasive per i nostri figli"

“I nostri ragazzi stanno vivendo un periodo difficile in cui tutti i loro normali istinti vengono imprigionati da regole e normative che continuano a modificarsi giorno per giorno. Hanno uno spirito di adattamento encomiabile". Un gruppo di genitori imperiesi, con figli di età compresa tra 17 e 20 anni (alcuni vaccinati, altri no), intervengono sull’attuale situazione che i giovani vivono nelle scuole.

"La normale propensione a pensare che la situazione attuale emergenziale, sia destinata a stemperarsi - proseguono - è invece un esponenziale aggravarsi di restrizioni e obblighi: la socialità negata, l'uso di mascherine sempre più invasive, gli accessi ai luoghi di svago sempre più contingentati, l'ambiente scolastico sempre più ostile. Le normali azioni quotidiane sono ormai vincolate al possesso di un lasciapassare che non attesta il tuo stato di salute e che può essere ottenuto solo dietro una pratica consigliata ma di cui ognuno deve accettare tutte le conseguenze. Fai sport, prendi i mezzi pubblici, lavori, vai al bar, al cinema, a sciare, in teatro, in gita (e qui la lista diventa troppo lunga) solo se completi l'iter vaccinale o guarisci. Qui non vogliamo entrare nel merito se funzioni o meno il siero ma solo porre il quesito se sia giusto esibire la carta verde come attestato di sanità, sia chiaro". 

Secondo i genitori che ci hanno scritto gli insegnanti devono continuare a fare il loro lavoro, affinché la scuola continui ad essere quella bolla protettiva in cui i giovani imparino a ragionare con le loro teste, a sviluppare un pensiero critico, ad avere delle basi culturali che possano essere strumenti di dialogo, comprensione e rispetto. Purtroppo ci sono sempre più insegnanti che si sostituiscono ai direttori sanitari e alla patria potestà.

"I ragazzi si stanno consumando - terminano i genitori - e noi dobbiamo essere i responsabili del loro futuro, perché il futuro non sono i nostri ragazzi ma noi, genitori, insegnanti e istituzioni che viviamo il presente. Domani è il giorno della memoria, riflettiamo su una frase di Primo Levi ‘Una facoltà ci è rimasta e dobbiamo difenderla con ogni vigore ed è l'ultima: la facoltà di negare il proprio consenso’."

Carlo Alessi

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