Al Direttore - 03 aprile 2022, 07:31

Il sorgere dei liberi Comuni nella Liguria di Ponente nel racconto di Pierluigi Casalino

Porto Maurizio e Sanremo beneficiarono dell'alleanza con Genova, emancipandosi rapidamente da ogni dipendenza da Albenga l'uno e da Ventimiglia l'altro

Il sorgere dei liberi Comuni nella Liguria di Ponente nel racconto di Pierluigi Casalino

Fu nei secoli posteriori al mille, con la disgregazione del regime feudale, il sorgere dei liberi Comuni e il formarsi di nuove forze politiche e statali a levante e a ponente, a Genova e a Marsiglia, che l'ordine degli antichi municipi romani fu definitivamente eliminato.

Il moltiplicarsi dei castelli e delle signorie feudali bell'entroterra non ne fu che la premessa: così i discendenti degli Aleramici ad Albenga, i conti di Ventimiglia e, nel Nizzardo, i visconti dipendenti in ciascun comitato dal conte e marchese di Provenza, riuscirono a mantenere in un primo tempo i loro diritti e la loro superiorità sui vassalli minori e a mantenere l'unità delle loro giurisdizioni. Ma i liberi Comuni sorti nel XII secolo ad Albenga, a Nizza e, per quanto in circostanze diverse, anche a Ventimiglia, a Grassa e ad Antibo, erano organismi troppo giovani e rivoluzionari per sostenere tale compito difronte ad un continuo irrompere di forze decentratrici e particolaristiche , di cui essi medesimi erano in un certo senso un'espressione.

Tra gli esponenti del potere feudale, che rappresentavano la tradizione unitaria e conservatrice, e le singole città marinare che tendevano ad emanciparsene, la vittoria delle seconde significò anche la perdita del raggio di influenza delle città al di fuori del districtus cittadino immediatamente circostante e nel territorio rurale dove i signori avevano creato ed organizzato a difesa le loro rocche. Quando poi intervenne in questo lento travaglio la nuova forza espansiva di Genova, che mirava a ridare alla Liguria una nuova identità statale nel quadro della sua vecchia tradizione etnica, già ripresa dai romani, essa, come era logico, non trovò nulla di più propizio che il favorire quelle tendenze contrastanti ed applicare il classico principio del divide et impera; perciò trattò e strinse convenzioni con le singole città ed i singoli feudatari, senza mai riconoscere i diritti delle antiche giurisdizioni comitali. E' in questa occasione che vediamo comparire per la prima volta quali comunità indipendenti gli altri paesi della Riviera destinati a maggior fortuna: tra gli altri Porto Maurizio e Sanremo, quelli che trassero frutto dall'alleanza con Genova, emancipandosi rapidamente da ogni dipendenza da Albenga l'uno, da Ventimiglia l'altro.

Casalino Pierluigi 

Redazione

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