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Al Direttore | 24 aprile 2022, 09:07

Regione Nizzarda, evoluzioni amministrative tra i secoli XII e XIV: la ricostruzione di Pierluigi Casalino

Anche il comitato di Ventimiglia e val di Lantosca verso la metà del XIV secolo fu reso autonomo e trasformato in vicaria a sé

Regione Nizzarda, evoluzioni amministrative tra i secoli XII e  XIV: la ricostruzione di Pierluigi Casalino

La regione nizzarda ingrandita verso oriente nel periodo provenzale (che coincide con la sua prima unione territoriale al retroterra cuneese, divenuto anch'esso provenzale) andò acquistando nella circostanza una nuova fisionomia giurisdizionale, che conserva nelle grandi linee il ricordo dei comitati feudali, ma si adegua al nuovo sistema amministrativo ed alla importanza assunta da taluni nuovi centri della regione in luogo degli antichi.

Seguire in tutti i suoi particolari l'evoluzione di tale sistema, sarebbe qui lungo e complesso, oltre che tedioso. Basterà notare che esso ha come punto di partenza, nel secolo XII, un'unica circoscrizione facente capo a Nizza, il Bailato d'oltre Ciagna, nella quale la regione del Varo era inclusa secondo la sua naturale unità geografica. Unità geografica che si conclude, nel XIV secolo, nella formazione di tre vicarie, suddivise in bailati più o meno indipendenti,  che pongono stabilmente le basi dell'ordinamento amministrativo dei secoli seguenti: la vicaria di Nizza, estesa anche a ponente del Varo con il bailato di Villanova, che corrisponde a un dipresso all'antico territorio di Venza,  e nel bacino della Roia con il comitato di Ventimiglia e val di Lantosca; la vicaria di Grassa, corrispondente all'incirca al territorio dell'antica diocesi; infine la vicaria delle Tinee, risultato non definitivo, della fusione del comitatus Tiniensis con il comitatus Glandatensis in un'unica giurisdizione, che ebbe in Poggeto Tinee il suo nuovo capoluogo: essa venne a trovarsi divisa in due settori distinti, la Tinea superiore e quella inferiore ( onde il plurale Tinee) dal formarsi della vasta signoria dei Grimaldi di Broglio, mentre ad ovest i bailati di Guglielmi e di Annotta se ne resero infine indipendenti.

Anche il comitato di Ventimiglia e val di Lantosca verso la metà del XIV secolo fu reso autonomo e trasformato in vicaria a sé. Nell'insieme però Nizza pote' conservare una superiorità su tutto questo territorio provenzale: ed è certo che la nuova organizzazione favori' grandemente il suo sviluppo economico, riunendo tutte le Alpi Marittime sotto un unico potere e avviando quelle comunicazioni con il Piemonte, nel cui incremento, stava la maggiore aspirazione della città. Un'aspirazione comunque che si concretizzerà decisamente assai più tardi quando, per liberarsi dalle influenze provenzali e francesi, se pur in presenza di un forte partito genovese, Nizza e il suo contado si unirà, nel XIV secolo, alla Casa Savoia e farà da sponda con i tentativi di quest'ultima di aprirsi una via al mare nell'estremo Ponente ligure, in vista di quella che sarà creata nel XVI secolo su  Oneglia. Non è difficile comprndere, infatti, come il periodo di un secolo e più che riuni' Nizza e Cuneo sotto l'unico dominio degli Angioini sia stato, se non la causa, il presupposto essenziale dell'evento decisivo che si compi' nel 1388, quando in mezzo allo sfasciarsi dell'unità provenzale e con il tramonto dell'egemonia angioina, Nizza, che non aveva potuto per forza maggiore legarsi a Genova un secolo e mezzo prima, legò le sue sorti ai Savoia. Fu questa una svolta storica, dunque, nella storia di Nizza e di tutta la Liguria occidentale.  Essa segnò non solo la rinunzia definitiva da parte di Genova all'estensione della Liguria genovese sino al Varo e all'Esterello, ma anche il suggello della mutilazione territoriale di Ventimiglia e del suo decadimento: solo ricordo ne rimarrà la giurisdizione diocesana cattolica, che la Chiesa tarderà a lungo ad adattare alle nuove esigenze politiche.

 

Casalino Pierluigi

Redazione

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