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Al Direttore | 08 maggio 2022, 07:09

Nizza e il Ponente ligure sotto i Savoia: il racconto di Pierluigi Casalino

Nel 1388 Nizza legò le sue sorti con la dedizione a Casa Savoia e certamente l'evento ebbe un significato positivo.

Nizza e il Ponente ligure sotto i Savoia: il racconto di Pierluigi Casalino

Con lo storico Pierluigi Casalino oggi affrontiamo l'argomento relativo a Nizza e il Ponente ligure sotto i Savoia.

Nel 1388 Nizza legò le sue sorti con la dedizione a Casa Savoia e certamente l'evento ebbe un significato positivo. L'aspetto meno positivo, non si può non considerarlo, fu il fissarsi per la prima volta, dopo tanti secoli, del confine al Varo come è vera e propria barriera tra due Stati, e la perdita della vicaria di Grassa, del bailato di Villanova, dei bailati di Guglielmi e di Annotta, che rimasero alla Provenza quando, nel 1419, quest'ultima riconobbe ai Savoia i nuovi possessi acquisiti. Anche la regione naturale di Nizza, sebbene di misura  minore di Ventimiglia, ne risultava notevolmente mutilata; ne' l'impegno preso dal conte di Savoia nell'accettare la dedizione dei Nizzardi, di aiutarli a riconquistare territori perduti, pote' mai effetto.

Da questo momento il retroterra di Nizza fu soprattutto costituito dal "comitato di Ventimiglia e di Val Lantosca", stabilmente incorporato nella sua giurisdizione, e invano i Savoia rinnovarono i tentativi di ridargli l'omogeneità strappando a Genova anche Ventimiglia; riuscirono però ad attrarre nella loro influenza il Marchesato di Dolceacqua (1524), a cui più tardi si aggiungerà il piccolo Principato di Seborga  (1729), centri che andranno con Oneglia a far parte dei controlli savoiardi in Liguria, mentre mai venne meno la pressione dei Savoia sul retroterra di Albenga e Finale. Dopo tali irruzioni dei Savoia la posizione di Genova nell'estrema Riviera divenne sempre più precaria ed in contrasto con ogni logica geografica, ma tuttavia, cristallizzatasi in uno stato di fatto acquisito, rimase fissa fino all'epoca della Rivoluzione francese.

Ed anche verso occidente la contea di Nizza rimase ferma al Varo, salvo irrilevanti rettifiche e permute di territori, effettuate a più riprese (1713, 1718, 1760), attraverso le fortunose vicende che la città dovette subire nella lotta tra il piccolo Piemonte e la Francia. La nuova funzione politico-economica di Nizza, divenuta unico autentico sbocco marittimo del Piemonte (rimanendo sempre, anche più tardi, trascurabile il contributo al riguardo da parte di Oneglia alle prese con continui problemi interni sia sul piano organizzativo che decisionale), spinse egualmente i Savoia a tentare con tutti i mezzi il possesso della contea di Tenda, per avere il libero passo lungo la strada meno difficile da percorrersi nei mesi invernali; e a ciò pervennero nel 1579, acquistando anche quel territorio e stabilendo attraverso di messo il nuovo itinerario tra Nizza e il Piemonte.

D'altra parte le aspirazioni dei Savoia ad allargare il loro dominio sulla Riviera di ponente ed a possedervi un secondo porto che decongestionasse il traffico diretto su Nizza ebbero nel XIV secolo una parziale realizzazione con l'acquisto di Oneglia e con la successiva formazione del Principato di Oneglia, attraverso il quale potè essere stabilita una nuova strada tra il Piemonte e il mare, tutta in territorio sabaudo. Anche nella antica regione ingauna si creo' così una prima scissione politica e territoriale, per effetto della quale la zona rimasta genovese da Porto Maurizio a Ventimiglia si trovò ulteriormente appartata e menomata dalle innaturali frontiere. Più ad oriente Albenga, che dopo l'interramento alluvionale del porto e la creazione alle sue spalle della frontiera tra Genova e i Savoia aveva totalmente perduto la sua antica funzione di sbocco commerciale del Piemonte, vide definitivamente restringersi - se si eccettua il persistere della circoscrizione diocesana- la sua zona di influenza, e dovette rassegnarsi a diventare un grosso borgo agricolo certamente molto prospero.

Oneglia, ancorché sempre meno importante di Nizza(per le già  dette ragioni), divenne l'erede storica e naturale di Albenga dal punto di vista commerciale e giurisdizionale.


Redazione

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