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Cronaca | 26 maggio 2022, 07:11

Raggiravano anziani spacciandosi per appartenenti alle forze dell'ordine, il processo per Enzo Agazzi si celebrerà ad Asti

I colpi messi a segno anche in provincia di Imperia. Il dibattimento inizierà martedì. Secondo gli inquirenti alle povere vittime veniva riferito che occorreva svolgere accertamenti sull'autenticità delle loro banconote

Raggiravano anziani spacciandosi per appartenenti alle forze dell'ordine, il processo per Enzo Agazzi si celebrerà ad Asti

Verrà celebrato ad Asti il processo a carico di Enzo Agazzi, 50enne, e di un'altra donna, coinvolti in un'inchiesta che aveva fatto luce, un paio di anni fa, su una serie di colpi messi a segno anche in provincia di Imperia ai danni di anziani. 

La procura di Asti è infatti competente per territorio in quanto tutti i beni sequestrati si trovano lì e di conseguenza la magistratura imperiese ha trasmesso gli atti di indagini. Gli imputati compariranno in aula martedì prossimo. 

Per gli inquirenti il metodo usato, anche con la complicità di altri soggetti che però hanno scelto di essere giudicati in abbreviato, era 'collaudato' da uno specifico modus operandi. I due, secondo l'inchiesta, si presentavano a casa delle povere vittime fingendosi poliziotti, oppure carabinieri e finanzieri con la scusa di dover eseguire un controllo sulle banconote in loro possesso. 

Agli anziani veniva chiesto di poter 'visionare' i contanti per certificarne l’autenticità degli stessi e se fossero o meno vidimati dalla Zecca di Stato. Alle vittime veniva anche detto che erano state oggetto di truffa da parte di impiegati infedeli degli istituti di credito dove avevano il conto corrente. C'era chi poneva il denaro sul tavolo e in pochi minuti veniva riferito che si trattava di un falso. Ma gli inquirenti dell'ordine era solo una stratagemma per appropriarsene. 

Veniva anche chiesto di poter visionare oggetti e monili preziosi che le vittime consegnavano senza alcuna esitazione, ma subito dopo con la scusa di doversi recare nell'auto di servizio per fare un accertamento con  l’impiego di un dispositivo laser che ne attestava la genuinità, i presunti membri della banda si allontanavano indisturbati con il malloppo. 

Angela Panzera

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