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Cronaca | 08 giugno 2022, 12:59

Imperia, continue violenze sulla figlia che si ammala di anoressia: 64enne finisce a processo per maltrattamenti, estorsione e rapina

L'imputato è accusato anche di averle rubato con la forza il primo stipendio ed inoltre, di aver costretto più volte la giovane a “consegnarli almeno un terzo del denaro che guadagnava” per giocare d'azzardo. I fatti avvenuti a Sanremo

Imperia, continue violenze sulla figlia che si ammala di anoressia: 64enne finisce a processo per maltrattamenti, estorsione e rapina

Calci, pugni, schiaffi, spintoni e continue aggressioni verbali, rimproveri, ingiurie e vessazioni senza alcun motivo: queste le condotte che hanno portato la procura di Imperia ad accusare di maltrattamenti in famiglia un 64enne, originario della provincia di Reggio Calabria, nei confronti della figlia per quasi 4 anni ossia dal 2016 al novembre del 2021. Le presunte violenze, perpetrata a Sanremo, sarebbero iniziate quando la giovane era poco più che maggiorenne.

Oggi il processo è approdato davanti al giudice monocratico di Imperia, Eleonora Billeri. Secondo la ricostruzione operata dagli inquirenti l’imputato, difeso dall’avvocato Luca Ritzu, avrebbe privato la figlia “di ogni forma di autonomia, è riportato nelle accuse, ed esercitava un controllo costante su ogni aspetto della sua vita privata ed economica tanto che le impediva di uscire senza il suo permesso”.

Inoltre, alla ragazza non era permesso frequentare amici e conoscenti tanto da “non avere alcun contatto esterno” ed inoltre, le veniva impedito di divulgare il proprio numero di telefono anche per ragioni lavorative. Il 64enne inoltre, avrebbe minacciato la figlia con frasi del tipotu fai quello che dico io sennò ti ammazzo” e nel contempo, sempre secondo le risultanze investigative non provvedeva al suo mantenimento, “sperperava le risorse economiche in giochi di azzardo, tanto che la privava dei generi di prima necessità sia alimentari che di vestiario e con violenza e minaccia, in più occasioni, la costringeva a consegnarli il denaro guadagnato”.

L’imputato quindi avrebbe instaurato “un regime di vessatoria prevaricazione tale da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza” ed è per queste condotte che la ragazzina ha iniziato a soffrire di anoressia, ad accusare attacchi di panico e ad essere costretta ad assumere tranquillanti per poter dormire.

Oltre all’accusa di maltrattamenti in famiglia l’uomo è finito a processo anche per i reati di rapina e di estorsione. Due gli episodi contestati dalla Procura. Quello relativo alla rapina sarebbe avvenuto nel 2016 ed in particolare l’uomo avrebbe prima colpito con forza la figlia al braccio e successivamente le avrebbe rubato il primo stipendio guadagnato ossia 600 euro; soldi questi che si trovavano all’interno del portafoglio custodito in borsa. L’accusa di estorsione invece, riguardai periodo tra il 2016 e il novembre 2021 ed in particolare l’uomo avrebbe più volte costretto la giovane a “consegnarli almeno un terzo del denaro che guadagnava con la sua attività lavorativa”.  Nel dicembre scorso l’uomo è finito agli arresti domiciliari e da poco la misura è stata sostituita con quella dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. Il processo è stato aggiornato al 21 settembre per l’audizione di 10 testimoni.

Angela Panzera

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