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Cronaca | 21 giugno 2022, 07:14

Rubano armi e munizioni: incastrati da una boccetta di profumo i due presunti ladri. Dal Gup di Imperia per il processo abbreviato

I fatti contestati dalla Procura risalgono al 4 settembre del 2019 e sono stati commessi a Triora. Alla sbarra Pietro Arleo, 36 anni e Gilberto Iamundo, 44 anni, difesi dai legali Urbini e Ventimiglia

Rubano armi e munizioni: incastrati da una boccetta di profumo i due presunti ladri. Dal Gup di Imperia per il processo abbreviato

Furto e ricettazione: queste le accuse mosse dal pm di Imperia, Francesca Buganè Pedretti, nei confronti di Pietro Arleo, 36enne di Bordighera, e Gilberto Iamundo, 44enne di Ventimiglia. I due, difesi rispettivamente dall’avvocato Cristian Urbini e dal legale Mario Ventimiglia, compariranno davanti al gup Anna Bonsignorio per l’inizio del processo che hanno scelto venga celebrato con il rito abbreviato.

I fatti contestati dalla Procura risalgono al 4 settembre del 2019 e sono stati commessi a Triora. I due sono accusati di essersi introdotti all’interno di un’abitazione di una donna di 70 anni, e dopo aver forzato la porta avrebbero rubato una cassaforte con 9 fucili, 2 rivoltelle, 2 baionette, 2 pistole a tamburo e munizioni varie. Il materiale era regolarmente detenuto dalla proprietaria.

Gli imputati inoltre, sono accusati di aver rubato anche una carriola cingolata a motore, una tenaglia, una chiave inglese e un profumo della marca “Parfum de Grasse” la cui confezione aveva una particolarità ossia il disegno di un’orchidea. E proprio questa boccetta di profumo li avrebbe incastrati.

Secondo la ricostruzione operata dai Carabinieri di Sanremo i due presunti responsabili si trovavano a bordo di furgone, poi risultato rubato a Ventimiglia il giorno precedente e sul quale avevano applicato una targa francese clonata. Arrivati a Triora avrebbero svaligiato l’abitazione. Dalle tracce di un pneumatico, compatibili con quelle di un furgone, gli investigatori visionarono i filmati delle telecamere dei paesi di tutta la vallata, negozi compresi, e proprio dalle immagini appurarono la presenza del mezzo in un orario compatibile con quello del furto.

Nei giorni successivi, il furgone con ancora la targa clonata venne ritrovato in un terreno, a Ventimiglia, e restituito al proprietario. Al suo interno non c’era cassaforte, ma solo qualche utensile da lavoro e la confezione di profumo. Confezione che è stata riconosciuta dalla legittima proprietari e che ha permesso agli investigatori di risalire ai presunti responsabili del colpo.

Angela Panzera

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