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Cronaca | 23 giugno 2022, 10:22

Imperia, accoltellamento in via XX settembre, resta in carcere il 30enne tunisino: è accusato di duplice tentato omicidio

Lo ha deciso il giudice Bonsignorio. Il difensore, Luca Brazzit, a breve chiederà una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere

Imperia, accoltellamento in via XX settembre, resta in carcere il 30enne tunisino: è accusato di duplice tentato omicidio

Resta in carcere il 30enne tunisino che domenica scorsa ha accoltellato due giovani originari del Bangladesh in via XX settembre a Imperia. 

Lo ha disposto il giudice Anna Bonsignorio che ha accolto la richiesta formulata dal pm Enrico Cinnella Della Porta. Il giovane, M.B.R., è accusato di duplice tentato omicidio aggravato dall’aver sfregiato permanentemente il volto di una delle due vittime.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Imperia, il tunisino sarebbe entrato all'interno del negozio gestito dal 54enne del Bangladesh, chiedendo di potersi sedere dietro il bancone. Al rifiuto del titolare avrebbe prima inveito contro di lui e poi lo avrebbe colpito con alcune coltellate agli arti e alla nuca. Ferito anche un altro uomo, 41 anni, intervenuto durante l’aggressione.

Il tunisino è difeso dall’avvocato Luca Brazzit. Durante l'interrogatorio il 30enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. Prossimamente il difensore chiederà una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere dell’arrestato.

Il tunisino non ha precedenti penali e possiede un regolare permesso di soggiorno; in città si era integrato ed era ospite di una cooperativa sociale. Svolgeva anche l’attività di muratore presso un'azienda edile del capoluogo; da tempo però mostrava segni di alterazione psichica in seguito ad alcuni episodi, per cui è stato ricoverato anche in Psichiatria. Episodi, però mai caratterizzati dall'uso di violenza. Ed è per questo che la difesa chiederà la perizia finalizzata alla sostituzione della misura cautelare in carcere con quella del ricovero presso una struttura psichiatrica.

Angela Panzera

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