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Attualità | 03 agosto 2022, 15:00

Imperia: posti insufficienti agli asili nido comunali, genitori indignati "Costretti a rivolgerci ai privati, non è giusto"

Una decina le domande escluse dagli uffici, ma l'assessore Volpe rassicura: "Dispiace per queste famiglie e nel contempo fa piacere che si aumentato il tasso di natalità. Cogliamo questa richiesta e lavoreremo per soddisfare le esigenze di tutti"

Imperia: posti insufficienti agli asili nido comunali, genitori indignati "Costretti a rivolgerci ai privati, non è giusto"

“Non è giusto che alcuni bambini vengono esclusi perché non ci sono posti sufficienti”. Inizia così la lettera, indirizzata alla nostra redazione da alcuni genitori che purtroppo non potranno far frequentare ai propri figli gli asili nido comunali sul territorio di Imperia.

Recentemente il Comune ha pubblicato la graduatorie in cui si è evince che a fronte delle 102 istanze presentate i posti assegnati sono stati in principio 88, come da bando, e altri 4 sono stati aggiunti successivamente, per un totale di 92. Tra i genitori quindi restano l’amarezza e soprattutto le criticità nel gestire la situazione post estate.

“Adesso siamo costretti a rivolgerci ai privati e più la domanda aumenta più aumentano i prezzi per le iscrizioni. Ci sono molte famiglie monoreddito - scrivono nella missiva - ed è impossibile arrivare a pagare fino a 600 euro al mese per questo servizio. Una famiglia in cui solo uno lavora come può affrontare queste spese? C’è chi paga l’affitto senza contare poi l’impennata dei prezzi delle bollette per luce e gas. Poi i nostri politici, chiosano i genitori, si lamentano che le coppie non fanno più figli, ma se non ci sono servizi adeguati come è possibile creare una famiglia? Inutile dire che se uno dei genitori non lavora allora l’asilo nido non è necessario. Questa è una falsità questa celata da ipocrisia. Occorre che i bambini socializzino, facciano esperienze e stiano a contatto con i loro coetanei per aumentare le proprie capacità esperienziali in modo da arrivare ben formati al prossimo step di crescita ossia quello che abbraccia l’età scolare. Chiediamo quindi che il Comune aumenti i posti per evitare che nel prossimo futuro non solo noi, ma anche i futuri genitori, siano costretti a rivolgersi al privato con un esborso di risorse economiche insostenibili per un nucleo familiare”.

Abbiamo rappresentato la situazione all’assessore alle politiche sociali, Luca Volpe, il quale si è detto “dispiaciuto che queste 10 famiglie non abbiano trovato posto, ma nel contempo mi fa piacere che sia aumentato il tasso di natalità sul nostro territorio perché ciò incide sulla crescita positiva della nostra società. Quattro domande sono state inoltrate fuori termine, specifica, ma ci fossero stati i posti le avremmo comunque ammesse per andare incontro alle esigenze delle famiglie. Questa disponibilità numerica è stata calibrata rispetto alle richieste inoltrate negli anni passati".

"Adesso quindi prendiamo atto che le esigenze sono in aumento, sottolinea. Dalle verifiche compiute alcune famiglie escluse hanno un Isee i cui parametri avrebbero generato una retta dai 550 ai 650 euro anche per i nido comunali, tariffe queste che sono in linea con quelle dei privati quindi l’esborso è uguale. L’alternativa, continua l’assessore, è che le famiglie che non possono sostenere queste spese usino i bonus nido dell’Inps anziché quelli erogati per le baby sitter”.

Due sono gli asili nido comunali. Uno è quello de 'I Cuccioli’ di piazzetta De Negri a Oneglia e ha la possibilità di accogliere 68 bambini mentre l’altro, ‘Gli scoiattoli', in piazza Duomo a Porto Maurizio e dispone solo di 24 posti. Un numero quest’ultimo sottodimensionato poiché in realtà i posti sarebbero 60, ma la struttura si sviluppa in verticale e ai piani superiori al momento non è possibile ospitare i piccoli perché la conformazione dell’edificio non permette agli operatori di lavorare al meglio e in sicurezza.

“L’unica soluzione, conclude Volpe, è trovare lo spazio per un nuovo asilo nido sul territorio. Come amministrazione cogliamo quindi questa esigenza che ci proviene dalle famiglie e quindi lavoreremo per trovare altri posti a partire dal prossimo anno”.

Angela Panzera

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