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Cronaca | 04 agosto 2022, 09:53

Falsi tamponi per il green pass, 20 clienti del farmacista Fiora nei guai: ci sono anche molti imperiesi

Il professionista, finito ai domiciliari, lavorava a San Bartolomeo al Mare e a Bra. E' accusato di fal­si­tà ma­te­ria­le com­messa in atti pub­bli­ci e som­mi­ni­stra­zio­ne di me­di­ci­na­li in modo pe­ri­co­lo­so per la sa­lu­te pubblica

Falsi tamponi per il green pass, 20 clienti del farmacista Fiora nei guai: ci sono anche molti imperiesi

Avrebbe caricato ripetutamente nella piattaforma del ministero della Salute tamponi negativi mai effettuati che generavano green pass falsi utilizzati non solo per recarsi al lavoro o nei luoghi dove era obbligatorio esibirlo, ma anche per andare all'estero, in Francia: questa l'accusa mossa nei confronti di Alberto Fiora, 66 anni, che lavora in una farmacia a San Bartolomeo al Mare e una a Bra, provincia di Cuneo, finito agli arresti domiciliari nell'ambito di una operazione condotta dai Ca­ra­bi­nie­ri del Nas di Ales­san­dria in collaborazione con i comandi di Cuneo ed Im­pe­ria.

L'inchiesta, condotta dalla Pro­cu­ra del­la Re­pub­bli­ca di Asti, lo vede accusato di “fal­si­tà ma­te­ria­le com­mes­sa dal pub­bli­co uf­fi­cia­le in atti pub­bli­cie som­mi­ni­stra­zio­ne di me­di­ci­na­li in modo pe­ri­co­lo­so per la sa­lu­te pub­bli­ca”.

I militari dell'Arma hanno denunciato anche 20 suoi clienti, piemontesi e liguri e tra questi in molti originari provincia di Imperia, che avrebbero usufruito delle sue finte prestazioni per poter esibire il green pass durante gli eventuali controlli. Quattro i casi presumibilmente accertati dagli investigatori in occasioni il farmacista ha registrato il compimento di cicli vaccinali completi, ossia le tre dosi, senza averli mai somministrati.

L'indagine è partita a gennaio ossia quando i Nas durante un normale controllo scoprirono quattro flaconi di vaccino Pfizer scaduto e 400 siringhe abbinate per la somministrazione che erano stati gettati nella spazzatura. All'esito delle perquisizioni effettuate i militari avrebbero acquisito le chat dove il farmacista avrebbe chiesto le foto della tessera sanitaria di alcuni clienti per caricare i dati sul sistema informatico nazionale. Al momento non sono emerse nè pagamenti in denaro o richieste di soldi per questa presunta pratica illecita, ma comunque i vaccini anche se non inoculati venivano comunque rimborsati dal sistema sanitario. 

Redazione

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