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Cronaca | 04 agosto 2022, 15:45

Imperia, per 10 anni picchia madre e nonna, 30enne finisce a processo: la perizia stabilisce che non è capace di intendere e di volere

I fatti sono stati compiuti dal 2011 per poi culminare il 2 dicembre scorso quando l'imputato venne arrestato per aver aggredito la madre. La donna fu colpita brutalmente anche con una maniglia da forno e perse la vista da un occhio

Imperia, per 10 anni picchia madre e nonna, 30enne finisce a processo: la perizia stabilisce che non è capace di intendere e di volere

Maltrattamenti in famiglia, lesioni gravissime e porto abusivo di arma da taglio: con queste accuse è stato rinviato a giudizio dal gup di Imperia Massimiliano Botti, M.B., 30enne imperiese difeso dal legale Davide La Monica. 

I fatti compiuti dal 2011 al 2 dicembre scorso quando l'imputato venne arrestato per aver aggredito la madre. La donna fu colpita, secondo la ricostruzione degli investigatori con numerosi pugni al volto e al torace e inoltre, sarebbe stata aggredita con una maniglia del forno che l'imputato avrebbe "divelto in preda all'ira" e con un coltello. La vittima riportò traumi gravissimi e venne ricoverata al San Martino di Genova a causa delle numerose fratture riportate. I colpi subiti le fecero perdere la vista da un occhio. Dopo questa spirale di violenza il ragazzo venne trovato a vagare per strada con un coltello di 32 centimetri. 

Le violenze, però non si limitano solo a questo episodio, ma trovano riscontri anche in altri episodi consumati presumibilmente dal 2011 in poi. Il giovane infatti, è ritenuto responsabile dalla Procura, di aver maltrattato sia la mamma che la nonna con cui coabitava. Dall'anno 2011 infatti, il giovane avrebbe adottato un continuo atteggiamento prevaricatorio nei confronti di entrambe le familiari conviventi che sono stata aggredite più volte. Anni di inferno per le due donne costrette a subire angherie e minacce. "Quando arriveranno i musulmani vi faranno fuori tutti, ti ammazzo non vali niente": queste solo alcune delle fase sconnesse che le due sono state costrette a sentire per anni. 

La madre, difesa dal legale Simona Costantini che oggi ha formulato la costituzione di parte civile, sarebbe stata aggredita verbalmente e fisicamente almeno una decina di volte con calci, pugni, spintoni e schiaffi. Violenze a cui era esposta anche la nonna a cui, un giorno, durante l'ennesimo litigio l'imputato avrebbe appoggiato un cuscino sul volto e solo l'intervento tempestivo della figlia è riuscita a scongiurare il peggio. Entrambe vivevano in un clima di terrore e un costante stato di paura per la propria incolumità tanto da essere costrette a limitare la propria vita quotidiana e persino a parlare sottovoce in casa propria per il timore di scatenare le reazioni violente del giovane. 

Oggi in sede di udienza preliminare è stata depositata la perizia psichiatrica, effettuata del dottore Stracquadaneo, in cui l’imputato viene dichiarato incapace di intendere e di volere al momento dei fatti e nel contempo è stato ritenuto socialmente pericoloso. Nei giorni scorsi poi l'imputato è stato destinatario di una misura di sicurezza e attualmente si trova ricoverato, viste le sue problematiche psichiche, in una struttura sanitaria.

Il processo inizierà dinanzi al Tribunale l'otto novembre e con ogni probabilità verrò acquista la relazione psichiatria che attesta la totale incapacità di intendere e volere del giovane. 

 

Angela Panzera

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