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Politica | 10 agosto 2022, 17:01

Ingresso del socio privato in Rivieracqua: reazioni negative bipartizan da tutta la provincia

Lucio Sardi (Sinistra in Comune): “Quale apporto ha dato Iren ad Amat?”. Artioli (Liguria Popolare): “Pagina buia, impugnare ogni delibera e atto esecutivo”

Il Cda di Rivieracqua

Il Cda di Rivieracqua

 È un coro bipartizan di reazioni negative il via libera da parte dell’Assemblea dei sindaci alle modifiche dello Statuto di Rivieracqua che di fatto apre le porte all’ingresso nel corsorzio idrico di un socio privato.

Sul punto, infatti, si è aperta più di qualche crepa nella successiva riunione dei soci che segue le svariate deliberazioni di segno negativo licenziate negli ultimi giorni da parecchi consigli comunali che vanno nel senso opposto.La reazione a catena la innesca Andrea Artioli, capogruppo di ‘Liguria popolare’ in consiglio comunale a Sanremo: “Secondo me questa è una delle pagine più buie della politica provinciale, perché un servizio pubblico essenziale viene di fatto consegnato ai privati, quando vi erano tutte le condizioni perché potesse rimanere pubblico. Sarebbe bastato un maggiore impegno è un piccolo sacrificio da parte dei soggetti pubblici e di assunzione di responsabilità da parte degli amministratori per evitare l'ingresso di un privato. Sicuramente ci sarà tra chi, quando ci saranno i successivi atti procederà, poi anche per le vie giudiziarie, davanti al giudice competente, per impugnare ogni delibera e atto esecutivo perché venga evitato quella che è una vera e propria sconfitta della politica provinciale. D'altronde questo è l'epiteto di una storia amministrativa che ha portato la provincia di Imperia agli ultimi posti nel nord Italia per servizi, qualità della vita ed economia con degli standard di altre zone d'Italia”.

Enrico Lauretti, il manager pubblico che ha lanciato la corsa alla poltrona di sindaco di Imperia alle amministrative del prossimo anno: “Io ho sempre avuto una preferenza per l’acqua pubblica, avrei fatto, quindi, ogni sforzo per mantenerla tale. Se tutti, dal 2013 avessero sostenuto Rivieracqua a mio avviso la società si sarebbe consolidata e avrebbe già fatto passi avanti dal punto di vista infrastrutturale. Ci sono le condizioni per un corretta gestione da parte del pubblico”.

Penso sia -dichiara Lucio Sardi (sinistra in Comune) – un pessimo segnale e una pessima scelta fatta da chi non ha saputo dare un contributo perché la gestione di Rivieracqua non prendesse la piega che ha preso. La pratica di oggi è una sconfitta per la nostra collettività che va anche contro l’esito referendario. Dal punto di vista dell’efficienza, poi, la presenza del socio privato Iren all’interno di Amat non è che avesse dato i frutti sperati, anzi”.

Infine, Laura Arimondo, capogruppo di opposizione a San Bartolomeo al Mare: “Il consiglio comunale di cui faccio parte non è ancora nemmeno stato chiamato a esprimersi su questa problematica fondamentale, non capisco per quale motivo”.  

Diego David

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