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Cronaca | 13 agosto 2022, 15:09

Tunisino accusato di essere uno scafista resta in carcere: convalidato dal gip di Imperia il fermo eseguito dalla Polizia di Frontiera di Ventimiglia

Il 30enne, difeso dal legale Fogliano, avrebbe illegalmente fatto sbarcare a Lampedusa alcuni connazionali. Prima è stato respinto dalla Gendarmeria e poi bloccato dalle forze dell’ordine italiane

Tunisino accusato di essere uno scafista resta in carcere: convalidato dal gip di Imperia il fermo eseguito dalla Polizia di Frontiera di Ventimiglia

Si è svolta stamani dinanzi al gip di Imperia, Massimiliano Botti, l’udienza di convalida del fermo, eseguito nei giorni scorsi dalla polizia di frontiera di Ventimiglia, nei confronti di un tunisino 30enne accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il giovane sarebbe uno degli scafisti che a fine luglio avrebbe illecitamente trasportato decine di migranti dal nord Africa a Lampedusa. Riuscito a scappare dall’isola, il 30enne è stato poi trovato in Francia e la Gendarmeria lo ha respinto in Italia.

Mercoledì scorso poi, è stato controllato dalla polizia ventimigliese che ha avviato accertamenti all’esito dei quali è emerso che era stato segnalato dalla Procura di Trapani ed è per questo che gli agenti hanno proceduto al fermo di polizia giudiziaria.

Oggi il tunisino, difeso dall’avvocato Ugo Fogliano, è comparso dinanzi al giudice e nel rispondere alle domande ha negato le accuse sostenendo di essere solo un passeggero dell’imbarcazione e di non aver svolto alcun ruolo nell’organizzazione del viaggio.

Al giudice ha, però negato di essere stato già fermato in Italia; circostanza questa non vera ed è per questo che il gip ha ritenuto inattendibili e false le sue dichiarazioni.

Così come richiesto dal pm Veronica Meglio il giudice ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere. Il difensore invece, considerato che il 30enne era incensurato aveva invocato una misura meno afflittiva rispetto alla reclusione.

Il giudice poi, ha trasmesso gli atti alla Procura presso il Tribunale di Trapani che è competente in quanto il reato sarebbe stato commesso in quella provincia.

Angela Panzera

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