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Cronaca | 07 settembre 2022, 16:09

Rogo al Santa Corona: arrestato il colpevole, per lui l'accusa è di incendio doloso

Passi avanti degli inquirenti nello stabilire la dinamica e la volontarietà dell'accaduto. Intanto l'uomo è stato rinchiuso nel carcere di Marassi in attesa di convalida da parte del Gip

Rogo al Santa Corona: arrestato il colpevole, per lui l'accusa è di incendio doloso

Incendio doloso. E' questa l'accusa con la quale stamani i militari dell'Aliquota Operativa del Comando della Compagnia Carabinieri di Albenga, eseguendo il provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Savona, il dottor Ubaldo Pelosi, hanno arrestato L.S., ritenuto gravemente indiziato per il rogo scatenatosi nella notte tra il 4 e il 5 settembre nel reparto di Ortopedia del Santa Corona di Pietra Ligure.

Stando agli elementi raccolti da carabinieri e vigili del fuoco che hanno indagato sull'accaduto, l'uomo, un cittadino di nazionalità straniera e senza fissa dimora pare ricoverato nel nosocomio pietrese dopo aver preso parte a una rissa in Piazza del Popolo a Savona, che è stato trasferito nel carcere di Marassi, dopo essere stato individuato come potenziale colpevole avrebbe manifestato ripetutamente l'intenzione di allontanarsi.

Proprio questo pericolo di fuga, unito a quello di reiterazione di reati simili, ha fatto scattare le manette, in attesa della decisione del Gip presso il Tribunale di Savona sulla convalida del fermo.

Se ormai sembra apparire chiaro agli inquirenti come si sia trattato di gesto volontario, sulla scorta dell'accusa mossa dal procuratore, sulla precisa dinamica dei fatti intanto permane ancora il massimo riserbo dagli ambienti giudiziari; pare comunque che le fiamme siano scaturite da un accendino in prossimità di una bombola d'ossigeno.

Fortunatamente il sistema antincendio di cui sono dotate le camere delle strutture ospedaliere, unito all'intervento tempestivo del personale e dei vigili del fuoco, ha evitato che si propagasse al resto della palazzina, dichiarata in buona parte comunque inagibile, anche in seguito all'acqua utilizzata dai pompieri per domare le fiamme.

Intanto Asl 2, insieme ai vertici della sanità regionale, ha da subito avviato un piano emergenziale per evitare di interrompere i servizi erogati negli ambienti dichiarati inagibili. Il quarto piano nel lato levante è tornato fin dalle prime successive al rogo in piena operatività, così come ormai la medicina nucleare al piano terra e l'ex chirurgia vertebrale e l'utic al primo piano.

"In settimana faremo delle prove di carico nel quarto piano, quello sopra rispetto a dove è avvenuto l'incendio, in caso di risposte positive contiamo di rendere operativo anche il lato ponente almeno circoscrivendo la stanza sopra quella dell'incendio" ha affermato nella giornata di ieri, il dg dell'azienda sanitaria Damonte Prioli durante la visita del sottosegretario alla Salute Costa, sottolineando come invece la situazione sia più complicata e necessiti di tempistiche maggiori al terzo piano (quello dove si è sviluppato l'incendio).

Le attività ambulatoriali di ortopedia, traumatologia e protesica sono state ricollocate nel presidio pietrese, in attesa del ripristino dei locali, mentre fisiatria è stata spostata temporaneamente al Santa Maria di Misericordia di Albenga per liberare spazi da destinare all'ortopedia.

Redazione

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