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Politica | 26 settembre 2022, 13:31

Elezioni, a Roma la provincia di Imperia avrà un solo rappresentante: il neo senatore Gianni Berrino. Bocciati Piana e Scajola, gli altri due ‘papabili’ della vigilia

"Dispiaciuto più per i militanti che per me, ci sono mancati i voti a Genova e La Spezia e se ne dovrà tener conto”, dice il vicepresidente della Regione

Elezioni, a Roma la provincia di Imperia avrà un solo rappresentante: il neo senatore Gianni Berrino. Bocciati  Piana e Scajola, gli altri due ‘papabili’ della vigilia

l neo senatore Gianni Berrino di Fratelli d’Italia sarà l’unico parlamentare a rappresentare la provincia di Imperia nel prossimo Parlamento che si riunirà per la prima volta il 13 ottobre.

Berrino, assessore della giunta regionale, nel collegio Liguria 1 che comprendeva parte di Genova e il Ponente ha raccolto 154.651 preferenze, pari al 44, 93 per cento, un risultato nel risultato, con picchi nei principali centri ponentini, compreso il capoluogo, dove Fratelli d’Italia ha raccolto una percentuale del 21, 73 per cento.

Non sono riusciti a sbarcare a Roma, invece, i colleghi di Berrino nella giunta regionale guidata da Giovanni Toti, il vicepresidente della Regione, il leghista Alessandro Piana e l’assessore all’Urbanistica Marco Scajola, entrambi candidati al Senato. Al posto di Piana, infatti, andrà Luca Pirondini (genovese del Movimento 5 Stelle).

La posizione nel listino in cui era collocato il ventimigliese Flavio Di Muro, deputato uscente e candidato alla Camera, lasciava fin dal principio poche speranze, a meno di un exploit del Carroccio a livello che non c’è stato, anzi. 

A metterci la faccia per primo è proprio Piana che non si nasconde: “Mi sento di ringraziare tutti quelli che mi hanno dato una mano, mi spiace più per loro che per me che mantengo un ruolo prestigioso, ma la politica è questa. Come partito non dobbiamo dare la colpa agli elettori. L’astensione? Non mi sento di rimproverare nulla nemmeno a chi non è andato a votare, anche se mi dispiace. La crisi economica , evidentemente ha amentato la sfiducia nella politica, ce ne accorgevamo anche man mano che la campagna elettorale andava avanti. Purtroppo, per quanto mi riguarda, per essere eletto sono mancati circa 2000 voti su 60mila, un’inezia. Sono, comunque, contento del mio risultato personale a Ponente, nelle province di Imperia e Savona, evidentemente ha pagato il valore aggiunto di un candidato del territorio. Abbiamo scontato, invece,  il risultato negativo di Genova e La Spezia, quindi in sede di analisi politica interna dovremmo andare a ragionare  su questi territori”.

Non ha sfondato, la coalizione di Giovanni Toti di cui la sua ‘Italia al centro’ è una delle anime che anche si è fermata su base regionale 2,13 per cento, sotto la fatidica soglia del 3, quindi. 

Degli ex ‘Cambiamo’, in attesa della conferenza stampa prevista per le 13.30, Toti si è affidato a spoglio ancora in corso ai social: “Non potevamo aspettarci in un solo mese, in piena estate, di consolidare una proposta politica nata in fretta, unendo esperienze diverse. Di certo gli elettori non l'hanno premiata come avremmo sperato. Le buone esperienze amministrative contenute nella lista ‘Noi Moderati’, pur sommate, non sono state sufficienti a costruire una proposta nazionale di buon consenso. Gli elettori di ‘centro’ si sono divisi scegliendo più offerte, anche su poli opposti. C'è ancora molto lavoro da fare perché, su questo fronte, nessuno può ritenersi davvero soddisfatto, al netto delle dichiarazioni di maniera". 

Diego David

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