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Politica | 01 ottobre 2022, 18:27

Coronavirus, oltre 89mila quarte dosi somministrate in Liguria. Presidente Toti: “Proseguire con campagna in vista dell’inverno. Vaccinarsi atto di responsabilità”

"Il vaccino resta la più efficace arma a disposizione per proteggersi dalle forme più gravi della malattia ed evitare il rischio di un ricovero ospedaliero"

Giovanni Toti

Giovanni Toti

“Sono oltre 89mila le quarte dosi di vaccino somministrate a oggi in Liguria, 86.904 ricevute da cittadini con più di 60 anni, e 2188 per quanto riguarda la fascia tra i 12 e i 59 anni, dopo la circolare ministeriale che ha dato il via libera alle nuove regole per la somministrazione dei vaccini bivalenti aggiornati. In questi giorni si sta registrando un incremento dell’incidenza: a livello regionale, è oggi a quota 364 casi ogni 100mila abitanti a settimana, mentre il 25 settembre scorso era a 230”.
Così il presidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Giovanni Toti, che fa il punto sulla situazione coronavirus nella nostra regione.

“Ci stiamo avvicinando all’inverno, tra poco partirà la campagna di vaccinazione antinfluenzale, ma è fondamentale vaccinarsi anche contro il Covid – prosegue Toti- in particolare per i soggetti più a rischio, anziani e ultravulnerabili: il vaccino resta la più efficace arma a disposizione per proteggersi dalle forme più gravi della malattia ed evitare il rischio di un ricovero ospedaliero. Non è solamente una questione di tutela di sé stessi e dei propri cari: vaccinarsi significa evitare di sovraccaricare il sistema ospedaliero, quindi non metterne in difficoltà il funzionamento e non rallentare il percorso di recupero delle prestazioni sanitarie che erano rimaste arretrate a causa della pandemia che stiamo portando avanti con determinazione: vaccinarsi è un atto di responsabilità nei confronti della società”.

 “Come era lecito attendersi, in considerazione della ripresa delle attività sociali ed economiche legate all’inizio della stagione autunnale, abbiamo osservato una inversione di tendenza per quanto riguarda la diffusione del virus – spiega il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi - Abbiamo raggiunto i valori minimi a metà settembre e ora stiamo osservando sia un aumento dei nuovi positivi, sia un leggero trend in salita anche per la pressione ospedaliera: per quanto riguarda l’incidenza di nuovi casi abbiamo visto salire da alcuni giorni l’indice RT che ora è pari a 1.3. E per quanto attiene le ripercussioni sui nostri ospedali, che come sempre si verificano con una decina di giorni di ritardo rispetto alla variazione dei valori dell’incidenza, c’è da registrare un primo aumento dei nuovi positivi ricoverati che a metà settembre non superava i 12 al giorno e questa settimana si sta attestando su una media di 17 al giorno. Non ci sono per ora riflessi sul numero complessivo di ricoverati positivi all’interno degli ospedali, che da una decina di giorni è stabile tra le 120 e le 130 unità. Considerando che è impensabile instaurare nuovamente misure di distanziamento sociale, in questo momento, a maggior ragione, va ricordato come il vaccino, con la sua elevata capacità di prevenire le forme gravi della malattia, rappresenti il modo più efficace per mettersi in sicurezza”.

C.S.

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