Al Direttore - 30 ottobre 2022, 07:06

La Malizia del Monaco ovvero come la Rocca divenne uno Stato. Origini avventurose del Principato

Ecco il nostro appuntamento domenicale con lo storico Pierluigi Casalino

La Malizia del Monaco ovvero come la Rocca divenne uno Stato. Origini avventurose del Principato

Oggi il nostro storico, Pierluigi Casalino, ci offre un importante spunto di riflessione e conoscenza in merito alle origini del Principato di Monaco 

La storia del Principato di Monaco,  di questo celebre e ricco staterello, cioè, poggiato sulla Rocca dei Grimaldi, iniziò nel 1162 quando l'Imperatore Federico Barbarossa concesse ai genovesi di servirsi del territorio monegasco per incrementare i traffici commerciali e controllare le vie marittime del Mediterraneo occidentale. Non a caso fino al X secolo la località era stata sede di una colonia saracena indipendente per poi divenire un abitato distaccato degli abitanti della Turbia. Nel 1215 i ghibellini genovesi fecero ivi edificare una rocca, come "baluardo" occidentale della Repubblica di Genova. La vera e propria nascita dello stato risale, tuttavia, all'8 Gennaio 1297 quando il guelfo Francesco Grimaldi, detto Malizia, s'impadronì del castello con uno stratagemma: egli si introdusse nella fortezza travestito da monaco (da cui verrebbe il nome del Principato, anche se l'antica etimologia, secondo altri, risalirebbe alla tribù ligure dei Monoikos) e, al momento opportuno, con l'ausilio del cugino Ranieri, ne assunse il controllo con il titolo di Signore.

In principio osteggiati dalla Dominante, i Grimaldi (celebre e potente famiglia genovese guelfa, quindi in aperto contrasto con i governi  dell'epoca) furono poi riconosciuti soprattutto grazie alle varie alleanze che riuscirono a stringere: inizialmente con le piccole contee locali contro altre con mire espansionistiche, poi con la Francia contro Genova, poi ancora con la Spagna contro la Francia. Avere Monaco al proprio fianco significava infatti poter accedere ad un porto strategico ben posizionato e questa circostanza ha in qualche modo garantito l'indipendenza dello stato. Nel 1612 i Grimaldi in seguito ottennero il titolo principesco. Monaco fu annessa alla Francia di Napoleone, per poi tornare libera. A dire la verità il Principato era molto più grande rispetto ad oggi. Nel 1848, nel contesto della Primavera dei popoli, Mentone e Roccabruna si resero indipendenti nella forma di liberi comuni, per poi richiedere a gran voce l'annessione al Regno di Sardegna al nome di "Viva l'Italia". 

Successivamente, tuttavia, Cavour e Vittorio Emanuele II li cederanno alla alla Francia insieme al Nizzardo e alla Savoia, quando ancora non si era raggiunto un'intesa seria tra Torino e i due centri per entrare a far parte dei domini piemontesi a causa di mancate concessioni economiche da parte di Torino. Persi gran parte dei propri territori, i Grimaldi non si si diedero però per vinti e, sfruttando la rete ferroviaria francese, promossero  grandiosi  investimenti nel turismo aristocratico (costruendo anche il primo casinò) e sfruttando la posizione geografica per divenire un vero e proprio porto franco che attirerà nel tempo molte imprese e ricchi investitori. Da allora la situazione è rimasta più o meno simile anche se bisogna ricordare l'occupazione italotedesca durante la seconda guerra mondiale e soprattutto la prodigiosa opera ingegneristica degli anni settanta consistente nell'ampliamento delle aree di Larvotto e Fontvieille, quartiere costruito su terra sottratta al mare.

Oggi il Principato percorre vie avveniristiche in ogni settore e, superata anche la stagione del covid, va oltre la propria dimensione turistica, riscoprendo sempre più le proprie radici storiche liguri. Radici che vanno ritrovando anche altri borghi e paesi della Francia meridionale sui quali sventolò a lungo il vessillo di Genova e che, prima ancora di essere romane, furono già in antico terre liguri.

 

Redazione

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