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Attualità | 31 ottobre 2022, 11:44

Ad un anno dalla morte il soccorso alpino ricorda il collega e medico Grollero: posta la stele sulla cima Garlenda (foto)

Iniziativa dall'alto valore morale quella realizzata insieme alla famiglia: "non c’è mai stato nulla che potesse indicarla, ora c’è nel nome di Matteo, persona stimata e benvoluta da tutti, con tanti amici in tutta la riviera di ponente della Liguria"

Ad un anno dalla morte il soccorso alpino ricorda il collega e medico Grollero: posta la stele sulla cima Garlenda (foto)

Iniziativa in ricordo di Matteo Grollero, il medico di 38 anni scomparso l'anno scorso a Ranzo, in alta Valle Arroscia. Il giovane medico faceva parte anche del soccorso alpino e speleologico Liguria. 

E' passato un anno, ma nessuno lo ha dimenticato perché tutti gli volevano bene. E ora il suo nome è posto sulla terza vetta più alta della Liguria, Cima Garlenda sulle Alpi Liguri. Qui ora c’è una stele che ricorda il medico e il soccorritore del soccorso alpino.

"Matteo se n’è andato esattamente un anno fa, sottolineano dal Socal Liguria,  era il 31 ottobre del 2021. Proprio in concomitanza con l’anniversario della sua scomparsa la famiglia e il soccorso alpino hanno deciso di ricordarlo su un luogo caro a tante persone e allo stesso Matteo. Sulla vetta di Cima Garlenda non c’è mai stato nulla che potesse indicarla, ora c’è nel nome di Matteo, persona stimata e benvoluta da tutti, con tanti amici in tutta la riviera di ponente della Liguria sia per il suo lavoro di medico che per l’attività con il soccorso alpino".

"Nei mesi scorsi proprio nel nome di Matteo era stata avviata una raccolta fondi che si era conclusa con 3mila e 200 euro destinati proprio al soccorso alpino per l’acquisto di materiale tecnico sanitario".

Gorlero prestava la sua attività professionale al 118 dividendosi col savonese, in Asl2, ad Albenga in particolare. Sempre disponibile e attivo nel mondo del soccorso si è tolto la vita lasciando un vuoto incolmabile non solo nella sua famiglia, moglie e due figli, ma nell’intera comunità e il suo ricordo adesso viene onorato grazie a questa iniziativa che attesta ancora una volta, i valori e i principi morali che ogni soccorritore porta prima dentro di sè e poi all'esterno attraverso l'aiuto ai cittadini. 

Angela Panzera

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