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San Lorenzo e Valli | 28 novembre 2022, 06:00

Affitto 2022: verso la “normalizzazione”, o quasi!

Sempre più richieste, meno offerta e canoni in aumento

Affitto 2022: verso la “normalizzazione”, o quasi!

Ci siamo lasciati la scorsa settimana con questa domanda:

 

Quali i contratti più usati?


Se rimane fondamentalmente stabile il ricorso alle tipologie contrattuali con canone a libero mercato, prive di particolari agevolazioni fiscali (contratto libero 4+4 e contratti “completamente liberi”, che complessivamente ammontano a meno del 25% dei contratti stipulati), è all’interno dei contratti a canone concordato che si verificano le principali variazioni.
In aumento ancora rispetto al dato del 2021, infatti, il 76,7% dei contratti di affitto abitativi è stipulato secondo gli accordi territoriali per il canone concordato, il che permette ai proprietari di beneficiare delle importanti agevolazioni fiscali relative: cedolare secca al 10% e sconto IMU del 25%. 
Tuttavia, il peso reciproco delle tre forme di contratto a canone concordato si modifica in modo sostanziale. Si riduce notevolmente il peso dei contratti di durata transitoria (13,5% del totale contratti, -7 punti percentuali), in favore dei contratti 3+2 (44,7%, in crescita di 4,3 punti percentuali) e dei contratti transitori per studenti universitari fuori sede (18,5%, in crescita di poco più di 3 punti percentuali).

 

Quanto costa andare in affitto?


I canoni di affitto continuano la risalita, registrando anche per quest’anno un incremento medio del 5,2% con un aumento del valore medio del canone richiesto in Italia di 618 euro, un più 31 euro rispetto allo scorso anno. 
Quasi tutte le città mostrano il segno più davanti alla variazione dei canoni di affitto rispetto allo scorso anno, con pochissime eccezioni, come Perugia dove il calo è solo dell’1% o Palermo dove invece i prezzi sono in calo dell’8%.
La crescita è piuttosto accelerata per alcune grandi città come Milano (+15%), Bologna (+13%) e Firenze (+12%), più moderata e tendente alla stabilità per altre città metropolitane come Roma e Bari che sono a +5%, Napoli a +3% e stabile Torino.


MAPPA DEI CANONI IN ITALIA

 

Quali prospettive per il 2023?


I Punti SoloAffitti delle città capoluogo di regione prevedono per il 2023 un proseguimento delle tendenze registrate quest’anno, soprattutto con un ulteriore aumento della richiesta e un’offerta non sufficiente a soddisfare tali richieste. 
Ipotizzabile, infatti, nella gran parte dei mercati, un ulteriore aumento della richiesta dovuta a 
 aumento dei tassi di interesse che porteranno sempre più persone a cercare soluzione abitative nel mercato delle locazioni invece della compravendita
• proseguimento della ripresa del mercato di studenti e trasfertisti che rendono da sempre vivace e dinamico il settore delle locazioni.


Dato che la domanda di locazione e il numero di contratti stipulati sono previsti in ulteriore crescita, i canoni sono destinati a rimanere stabili o ancora in aumento, anche se ci si augura che un possibile aumento dell’offerta possa favorire anche un contenimento dei valori.

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