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Politica | 12 agosto 2020, 19:54

Elezioni regionali 2020, il candidato Aristide Massardo a Imperia: "In Liguria viviamo un'emergenza perenne, Sansa? il suo progetto è stantìo" (foto)

"Lavorare in emergenza vuol dire anche lavorare in modi non sempre adeguati anche dal punto di vista di come si spendono i soldi dei cittadini liguri”

Elezioni regionali 2020, il candidato Aristide Massardo a Imperia: "In Liguria viviamo un'emergenza perenne, Sansa? il suo progetto è stantìo" (foto)

Il candidato presidente della regione Aristide Massardo, a lungo considerato il possibile sfidante di Giovanni Toti di un centrosinistra unitario, oggi sostenuto da Italia Viva, Psi e +Europa, ha visitato Imperia questo pomeriggio, dove ad accoglierlo ha trovato un gruppo di militanti e membri dei partiti che lo sostengono, tra cui i probabili candidati in consiglio regionale Valerio Ferrari, sindaco di Terzorio, Patrizia Acquista, ex consigliera comunale di Ventimiglia entrambi in quota Italia Viva, e Roberto Saluzzo, consigliere comunale di Imperia, in quota Psi. Presente anche il sindaco di Cesio Fabio Natta. Ad assistere anche Alice Biondi, che nei giorni scorsi si era dimessa da ogni incarico in segreteria e direzione del Pd (QUI), pur rimanendo all'interno del partito che sostiene l'altro candidatodel centrosinistra Ferruccio Sansa.

La scelta era quella di andare a fare una coalizione che fosse più ampia possibile, - ha commentato Massardo - non è stato possibile per la scelta fatta dal Pd e M5s, dopo un lungo tempo nel quale siamo stati in ballo. Io credo che noi abbiamo una proposta riformista di un centro sinistra che sia innovativo, che dia dei progetti e progettualità alle persone. Non vogliamo andare contro nessuno, vogliamo fare delle cose proporre a questa regione di uscire da quella che è una situazione di rilassamento e rallentamento delle attività commerciali e industriali del territorio. Crediamo che questa regione meriti di più, che debba essere più sostenibile".

In provincia di Imperia cosa proponete? Siamo qui per ragionare sugli ultimi momenti per chiudere la lista a Imperia, abbiamo avuto molte adesioni e stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore. Su Imperia stiamo lavorando per tutto quello che riguarda l'agricoltura, l'agroalimentare sull'entroterra in particolare e anche sul discorso del turismo e sostenibilità di questo territorio, che è bellissimo, e le sue indubbie doti e potenzialità che sono state un po' trascurate in questi anni. La Regione deve essere più vicina alle aree che sono più lontane da Genova. Io credo che la regione debba essere meno Genova centrica, io sono genovese, ma ieri ero a Spezia, oggi sono qui e vedo che effettivamente abbiamo bisogno che i territori vengano visitati, vengano capiti nella loro essenza e nei loro problemi”.

Da quali realtà provengono i candidati della provincia di Imperia che la sosterranno? Non vi faccio i nomi, ma devo dire che noi i candidati li scegliamo anche sulla base della rappresentanza dei diversi territori che costituiscono la regione. Su questo aspetto siamo molto attenti e crediamo che sia molto importante perché ogni candidato può portare caratteristiche tipiche del territorio sul quale sta lavorando e le sue conoscenze sono molto utili per il sistema che stiamo mettendo in piedi”.

Cosa pensa dei suoi avversari e in particolare del presidente uscente Giovanni Toti? “E' una persona che ha avuto la capacità di essere presente a tantissime inaugurazioni, io credo che da buon genovese e da ligure sono abituato meno ad apparire, noi siamo più per la sostanza e meno per la forma. Credo che ci sia stato un rallentamento su molte delle cose che non sono state fatte, penso che sia necessario migliorare molto la progettualità e non gestire soltanto l'emergenza. Noi viviamo di emergenza perenne in questa regione, a settembre cominceremo nuovamente con l'emergenza delle alluvioni. Io penso che bisogna guardare avanti e mettere insieme un sistema che possa gestire il dissesto idrogeologico in maniera unitaria su tutta la regione e lo possa portare a diventare un elemento di novità per formare lavoro, tecnici che possano risolvere questo problema invece che subire sempre. Lavorare in emergenza vuol dire anche lavorare in modi non sempre adeguati anche dal punto di vista di come si spendono i soldi dei cittadini liguri”.

Cosa non l'ha convinta del progetto di Sansa? E' un progetto che personalmente vedo troppo schiacciato su una sinistra antica, e da questo punto di vista lo vedo un progetto stantìo. Non vedo nessuna novità, penso che sia necessario invece dare più ampio spazio alle persone che hanno una visione riformista e che vogliono che questa regione e questo paese diventi un paese più avanzato che progredito. Io per esempio uso come indicazione quella della road map Onu 2030 sulla sostenibilità. Lì dentro ci sono tutte le cose che noi dobbiamo fare per lasciare questa regione ai nostri nipoti per poterla sostenere, che vuol dire consumare le cose di cui abbiamo bisogno, senza consumare quelle di cui avranno bisogno i nostri nipoti e i nostri successori”.

Francesco Li Noce

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