Sanità - 19 novembre 2022, 09:00

Metalli pesanti: antinutrienti pericolosi!

I consigli di Nutrigenomica di Simona Oberto

Metalli pesanti: antinutrienti pericolosi!

Nel campo medico, fin dalla fine del 1800, si era diffusa la concezione che la malattia fosse il risultato dell’accumulo eccessivo nell’organismo di sostanze tossiche e che il più efficace recupero consistesse nella disintossicazione e depurazione.

Questo pensiero si è fatto strada fino ai nostri giorni, diventando uno dei precetti fondamentali, non solo della medicina olistica,  ma anche di scienze come la Nutrigenomica che ci racconta quanto i nutrienti e gli anti nutrienti, contenuti nei cibi, possono influenzare o meno la genesi delle patologie o la PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia), la scienza che mette in correlazione tutti i nostri apparati o l’Epigenetica che studia quanto il nostro stile di vita e l’ambiente possono rallentare o accelerare il processo ossidativo e quindi l’invecchiamento precoce e la morte cellulare.

Molti studi scientifici hanno dimostrato che le nostre cellule faticano a sopravvivere, se inserite in un ambiente dove non è possibile la rimozione degli scarti metabolici. Sì, perché in un ambiente intossicato le cellule si indeboliscono, deperiscono, invecchiano e muoiono! Esiste un livello di tossiemia oltre il quale è impossibile la vita cellulare.

Diventa quindi indispensabile, per garantire la salute cellulare, l'espulsione di tutti i veleni e le tossine, sia endogene che esogene. Ricordatevi che, quando vi alimentate con un “cibo spazzatura”, troppo ricco di zuccheri e di additivi chimici e di calorie “vuote”, le sostanze velenose, contenute al suo interno, andranno ad ostacolare il buon funzionamento cellulare e la vostra “macchina corporea” rallenterà nelle sue prestazioni, il più delle volte, ammalandosi.

Cibo buono, ottime prestazioni, cibo scadente, pessime prestazioni! Può sembrare banale, ma la verità è che la maggior parte delle persone si ammalano anche perché mangiano cibo “morto”, cioè privo delle sostanze nutritive tanto amate dalle cellule e ricco di veleni e di anti-nutrienti.

La Nutrigenomica, infatti, abbandona la limitante visione delle calorie come unico parametro di valutazione. Si passa cioè dall’approccio “classico” con il quale vengono proibiti i cibi, solo sulla base del contenuto calorico, ad un approccio innovativo e olistico con il quale si consigliano i cibi che costituiscono un sano nutrimento cellulare.

Dovete capire che quello che conta non è tanto quante calorie avete introdotto in una giornata, ma quanti nutrienti e anti-nutrienti avete fornito alle vostre cellule, attraverso il cibo che avete scelto. Oggi voglio parlarvi di alcuni anti-nutrienti ai quali, consapevolmente o meno, ogni giorno siamo esposti. Sto parlando di alcuni metalli tossici: alluminio, cadmio, mercurio e piombo. Purtroppo, l’intossicazione da metalli pesanti è molto più diffusa di quello che si possa pensare.

La verità è che questi elementi indesiderabili tendono ad accumularsi con l'età, il che indica che l'esposizione è generalmente superiore alla nostra capacità di eliminazione. Esistono tuttavia alcuni accorgimenti che ci permettono di ridurre il loro carico tossico e che ci aiutano a disintossicarci dai loro eventuali residui. Partiamo dall'alluminio, molto diffuso nel confezionamento dei prodotti alimentari e in altri di uso domestico. Esso è contenuto anche in prodotti per l’igiene personale come dentifrici e deodoranti o cosmetici come i lipstick.

Ricordatevi che ogni sostanza che applicate sulla pelle, che sia una crema o uno olio, sarà assorbita ed entrerà in circolo. Ecco perché vi raccomando sempre, prima di acquistare un prodotto per uso topico, di accertatevi che non contenga sostanze velenose. E non importa se la quantità tossica presente è al di sotto della soglia considerata accettabile, perché, a fine giornata, bisogna fare i conti con il fattore “accumulo”, cioè, se si assorbono minime soglie da prodotti diversi, il totale potrebbe superare la quantità considerata accettabile.

Attenzione anche alle vecchie pentole di alluminio che liberano nell'acqua particelle di questo minerale quando vengono utilizzate per la cottura di alimenti acidi come il tè e i pomodori. Infatti, l'alluminio tende a reagire con i cibi acidi come la frutta, l’aceto e il vino (soprattutto in presenza di calore).

Questa interazione chimica favorisce l'erosione del metallo e ne promuove il passaggio dentro gli alimenti. Inoltre, l'alluminio promuove l'ossidazione dei cibi, ragion per cui non è adatto alla loro conservazione. Come molti metalli tossici, anche l'alluminio si lega a vitamine e sali minerali essenziali, causando una grave compromissione dello stato nutrizionale della persona.

Il problema non sono le piccole quantità di alluminio che possiamo ingerire anche attraverso i cibi ma, il fatto che, a lungo andare, questo metallo potrebbe accumularsi nei tessuti. Studi scientifici hanno confermato che un suo eccesso all’interno del nostro organismo può interferire con le funzioni cerebrali e con la memoria ed è stato associato anche a disturbi renali e a problemi comportamentali.

Numerosi studi epidemiologici hanno rilevato un'associazione fra la sua assunzione eccessiva, tramite l'acqua, e un maggior rischio di morbo di Alzheimer. E che dire del cadmio, un metallo pesante, presente nell’aria, nell’acqua e nel suolo. Può accumularsi nelle piante e negli animali e quindi negli alimenti. Deriva sia da fonti naturali come le emissioni vulcaniche o l’erosione delle rocce, sia da attività antropiche come quelle industriali e agricole. Le principali fonti sono il fumo di sigaretta (anche passivo) e alcuni alimenti di produzione industriale.

Il cadmio è usato anche nell'industria manifatturiera ed è stato rilevato nei molluschi pescati in acque inquinate. Questo metallo pesante si accumula nel corpo e nel cervello e viene immagazzinato nei reni e nel fegato dove si lega con altri minerali e vitamine essenziali ostacolandone l'utilizzo, ma può essere dannoso anche per le ossa perché ne può provocare la demineralizzazione.

E poi c’è lui, il mercurio, un elemento estremamente tossico, se si accumula all’interno del nostro organismo, in quanto ne altera le funzioni cerebrali. Possiamo assumerne piccole quantità attraverso i cibi contaminati e l’amalgama dentale. Pensate che nell'alito delle persone con otturazioni al mercurio si riscontrano tracce del metallo, così come si osserva un leggero aumento della sua concentrazione nelle urine.

Il mercurio è presente anche nelle acque contaminate dai processi industriali e in alcuni pesticidi. E’ utilizzato in una serie di processi chimici e la verità è che incidenti e scarichi abusivi hanno causato una sua concentrazione preoccupante in tutto l'ecosistema, soprattutto nei nostri mari. Nell'acqua di mare, il mercurio viene assorbito, sotto forma di mercurio metilico, dalle alghe, all'inizio della catena alimentare.

Queste vengono poi mangiate dal plancton e dagli altri organismi più in alto nella catena. I pesci assorbono il mercurio metilico che tende ad accumularsi nei visceri ma, soprattutto nel tessuto adiposo. Più grandi e vecchi diventano i pesci, più mercurio possono aver assorbito durante la vita. 

Ecco perché vi consiglio di preferire i pesci di piccola taglia come il salmone, le trote e il pesce azzurro, in particolare: acciughe, aringhe, maccarello e sardine. Questi, non essendo ai vertici della catena alimentare, sono considerati a basso rischio di contaminazione, inoltre contengono una elevata quantità di grassi salutari Omega 3 e di selenio che ha una azione protettiva proprio nei confronti del mercurio.

Ultimo protagonista della nostra lista è il piombo. Oggi il rischio di esposizione è minore rispetto ad alcuni decenni fa, grazie anche alla definitiva eliminazione del piombo nel carburante per le vetture, avvenuto nel 2002, ma il piombo è ancora presente nell'atmosfera, nell'acqua contaminata dai tubi e dalle polveri di vernici, nei pesticidi e nelle zone industriali. Se poi l’organismo è in carenza di minerali essenziali quali il calcio, lo zinco e il ferro, il piombo risulta ancora più tossico.

Considerando che molte persone presentano carenze di questi minerali, è importante garantirne il loro giusto introito attraverso l'alimentazione o l'integrazione controllata. Ricordatevi che intossicazioni, anche minime, di questi metalli possono avere conseguenze gravi sulla nostra salute, magari, non visibili a occhio nudo, ma attraverso una lenta e inesorabile degenerazione delle funzioni cellulari. Allora cosa possiamo fare per correre ai ripari?

La risposta la troviamo nelle sostanze chelanti, infatti, una volta, assorbiti questi metalli vengono aggrediti da alcune sostanze naturali che si legano a loro e cercano di espellerli dal corpo. Tra le sostanze naturali più efficaci voglio segnalarvi la vitamina C, un chelante polivalente in quanto è capace di legarsi con quasi tutti i metalli pesanti presenti nel sangue e di scortarli fino a eliminarli dal corpo, sacrificando sè stessa.

Un'altra sostanza nota per la capacità di ridurre, ad esempio, il livello del piombo è lo zinco che agisce come suo antagonista e ne ostacola l'assorbimento intestinale. Lo zinco riduce anche la concentrazione di cadmio a livello cerebrale, mentre il calcio ne ostacola la fissazione nelle ossa.

La giusta concentrazione di calcio aiuta a eliminare il piombo e a prevenire il rapido aumento di metalli tossici soprattutto dopo la menopausa. Il selenio invece è un'antagonista specifico del mercurio. Esistono anche alcuni cibi che aiutano a combattere l'intossicazione da metalli pesanti.

Vi ricordo: aglio, cipolle e uova in quanto contengono due aminoacidi solforati specifici (metionina e cistina) che ci proteggono dal mercurio, dal cadmio e dal piombo. Ottime anche le alghe, grazie all'acido alginico; le mele, grazie alla pectina; le carote e gli agrumi ricchi di vitamina C.

Possiamo concludere dicendo che, ancora una volta, la differenza la farà il vostro stile alimentare!

Redazione

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